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Paolo Bettini: la pace in bicicletta

Alla Maratona dles Dolomites - Enel, dedicata alla pace, Paolo Bettini racconta il ciclismo come spazio di relazione: dove ognuno trova il proprio ritmo e una forma di armonia


Testo di Fulvia Camisa

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In bicicletta, la connessione non passa dallo schermo: non vibra, non notifica. Pedalando si diventa amici, anche tra sconosciuti: ci si ferma e ci si aiuta, se serve. La pace nasce anche da questi piccoli gesti. Non è solo una questione globale, ma una scelta quotidiana: rifiutare l’indifferenza, avvicinarsi all’altro, costruire relazioni.

"Tra ciclisti è così: ci si trova e si è subito in armonia, cioè in pace. Credo che chi pedala, forse perché il ciclismo è più un mestiere che uno sport, sappia quanta fatica serve per farlo e che per questo si trovi subito in sintonia con gli altri. Che uno sia ingegnere, capo d’azienda, operaio, idraulico o ex sportivo, quando ti incroci sulla strada, ci si saluta e ci si dà del tu: è un po’ come un appiattimento delle barriere", afferma Paolo Bettini, che negli anni Duemila è stato protagonista assoluto delle grandi corse di un giorno, vincendo l’oro olimpico ad Atene 2004 e due titoli mondiali consecutivi (2006 e 2007).

In sella a una bici si attraversa il paesaggio, si apprezzano i cambi di luce, soprattutto quando rendono più intensi i colori delle montagne. Ci si concede il proprio tempo per vivere quell’esperienza. E si prova la soddisfazione di essere arrivati al traguardo, non importa in quanto tempo.
"Conosco tantissima gente che ha scoperto la bici più tardi; poi si è messa anche a fare le granfondo e pensa di essere il Pogačar della situazione o l’Eddy Merckx della storia. È il sogno, è il viaggio, è l’armonia che si crea. Ognuno si approccia alla bici come vuole, ma sempre con quella parte di agonismo. Poi ognuno trova il proprio limite e, dentro quel limite, si sente campione, perché è una sfida con se stessi prima ancora che con gli altri. È questa la fatica che richiede la bici: ecco perché diventa mestiere, ma anche un approccio, un esercizio di vita - un modo per stare in pace", aggiunge Paolo Bettini.

Bettini ha partecipato alla Maratona nove volte, la prima nel 2011 e poi ininterrottamente dal 2021, e tra una considerazione e l’altra ricorda come l’ex commissario tecnico della Nazionale italiana su strada, Alfredo Martini, dicesse sempre che la bici ti fa fare - se è fatta con giudizio, non necessariamente ad altissimi livelli - quella fatica giusta, quella fatica buona capace di farti trovare la tua pace interiore.
"Una volta sola ho fatto il lungo. Il mio percorso ideale è il medio. Negli ultimi due anni ho fatto il Sellaronda, perché ho coinvolto la mia compagna, l’attrice teatrale Marianella Bargilli. Le ho detto: vieni con me alla Maratona, vivrai qualcosa di particolare. Lei mi ha risposto: 'non ce la faccio, non ho mai fatto le montagne'. E io le ho risposto: sarà l’atmosfera, il paesaggio e l’energia della mattina, che inizia già nel weekend, a portarti su", racconta Bettini.
Due anni fa hanno fatto insieme il Sellaronda, l’anno scorso hanno migliorato di mezz’ora. Quest’anno non sa ancora quale percorso faranno, ma sottolinea che qualunque percorso si scelga è un’esperienza che resta.

In bici, anche la preparazione conta. Scegliere cosa portare con sé e come vestirsi è fondamentale per rendere l’esperienza piacevole e potersi davvero godere il paesaggio. È un equilibrio tra leggerezza e cura, tra essenziale e necessario.
"Porto sempre con me un piccolo marsupio legato alla bici, con manicotti, mantellina - tutta la ‘sopravvivenza’, come la chiamo io. Ricordo che, sul Sella, ci siamo fermati per uno strudel e un caffè. Abbiamo perso venti minuti, poi sul Gardena abbiamo trovato l’acqua e ho patito il freddo come non succedeva da anni. Eravamo quasi arrivati, ma meno male che avevo guanti, mantellina e manicotti: nella parte superiore del corpo bisogna essere coperti, il resto si gestisce", chiosa Paolo Bettini.
Sui passi dolomitici tutti arrivano con la mantellina, resa obbligatoria dagli organizzatori della Maratona dles Dolomites - Enel. Tutto attorno, lo spettacolo delle Dolomiti.

Paolo Bettini insieme ad Alex Zanardi, arrivo Maratona dles Dolomites - Enel 2011

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