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Ciüf - Flora

Ciüf, Flora è il tema scelto per la 35a edizione


Perché questo tema?
Oggi vogliamo sempre essere razionali, mentali, pragmatici. Viviamo in un mare di conoscenza, vogliamo sapere, conoscere, abbiamo una marea di informazioni. Tuttavia, abbiamo smesso di capire il mondo perché il mondo è più difficile da capire. E allora il mondo ci fa paura, ci sfugge, ci isoliamo. Viviamo accecati dalla nostra luce.
Sembriamo essere illuministi, espellendo l’irrazionale, ma non tutto si svolge sotto la luce della razionalità; non riusciamo a comprendere solo con la testa. L’essere umano infatti pensa con tutto il corpo non solo con la testa.
L’essere umano necessita del contatto con il mistero; tramite l’osservazione possiamo esplorare il delirio. Siamo animali narranti, abbiamo bisogno di incanto ed il fiore, Ciüf , diventa strada per arrivare alla saggezza.
C’è bisogno di vedere il mondo con occhi nuovi.

michil costa

 

Un logo naturale
di Manuel Bottazzo

Faccio orgogliosamente parte della generazione dei creativi che per far questo mestiere dovevano, conditio sine qua non, “saper disegnare” ... e pure bene aggiungerei.
Nel tavolo perennemente sporco di trucioli di matite e residui di gomma, campeggiavano costosi pennarelli Pantone e preziosi Rapidograph Rotring. Un creativo doveva saper esprimere le sue idee, in primis disegnando bene, per poter convincere il cliente.

Il computer era uno strumento già in uso ma non superava di certo il talento umano. Nessuna ricerca Google: per pensare ad un logo servivano studi; serviva cultura artistica, conoscenza, dovevi aver un tuo archivio ben aggiornato nella mente costruito con mostre, cinema e studi personali...ricordo bene la sala riunioni dell’agenzia in cui cominciai: c’erano libri d’arte, raccolte di grafica internazionale, libri di fotografia, enciclopedie, testi rari. Questo era il “motore di ricerca” di un creativo della mia generazione.

Questa premessa per spiegare che l’approccio alla creazione di un logo per me è sempre stata una cosa molto seria.
Nel tempo ho trasferito questa visione anche al mio staff, una metodica abitudine alla ricerca, al pensare, all’attenzione, all’uso della matita e al muoverla liberamente sul foglio bianco lasciando scorrere le idee.

Il nuovo logo Ciüf ci ha portati ad accettare la sfida di rinunciare totalmente alla tecnologia. Un approccio non anni 80 ma d’inizio secolo, un approccio puro, primordiale, artistico, aiutandoci con testi storici di botanica e prendendo spunto da illustrazioni d’epoca, acqueforti e caratteri tipografici tratti da antichi libri d’arte. Per nostra formazione siamo naturalmente appassionati delle tecniche di stampa, della tipografia e di tutto ciò che è ed è stata la parte analogica del nostro lavoro.

Nel nostro team abbiamo un giovane artista che ha ripreso con grande umiltà e passione l’antica arte dell'incisione e della stampa a torchio.

Il progetto creativo Ciüf è un lavoro eseguito a otto mani. Siamo partiti dal disegno, prima a matita e successivamente con la china, inciso poi su linoleum per creare la prima matrice e in fine stampato con tirabozze tipografico per dar vita al logo Ciüf che oggi vedete riprodotto.

A completamento del progetto abbiamo illustrato piante e fiori dell’Alta Badia seguendo lo stesso stile e lo stesso tratto presente negli antichi libri di botanica dell’ottocento per creare dei pattern che troverete riprodotti sulla maglia celebrativa e sui materiali di comunicazione.

 

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